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mercoledì 29 luglio 2015

Il segreto della felicità

Ci sono in giro molte buone ricette per la felicità, si parla spesso di fare quel che si ama, di condurre una vita sana, di passare il nostro tempo con le persone che ci fanno cantare il cuore, ma magari nell’attimo che stiamo vivendo ora qualcuno è arrabbiato e sta sfogando su di noi la sua rabbia repressa oppure abbiamo serie difficoltà a trovare i soldi per la bolletta della luce, che fare allora? E’ vero che mantenere un’attitudine positiva e prendersi cura di sé sono di norma le regole base per garantirsi un’esistenza all’insegna della gioia e della prosperità, basterebbe tenere fede a questi due precetti ma si sa, viviamo in un piano di realtà nel quale regna la dualità, scriveva Ramana Maharshi a sua madre: “Cara Madre, in questa vita vorresti profondamente che ti capitassero certe cose e queste cose non ti capiteranno. In questa vita vorresti che non ti capitassero altre cose ma queste cose capiteranno. La vera saggezza è mantenere lo stesso atteggiamento verso le une come verso le altre.” 


Se segui questo blog da tempo e hai praticato con costanza i vari incantesimi che ho condiviso in passato, ti sarai accorto del perché certe cose “capitino” e altre no, lì dove va la tua attenzione, ebbene quello è ciò che capiterà che si tratti di quel che desideri o del suo opposto. Devi sapere che in quanto esseri magici e divini noi abbiamo la capacità di dare vita, o per meglio dire, di sintonizzarci sulla frequenza della realtà che risponde alla nostra vibrazione interiore. Se hai paura di qualcosa e se questa paura diventa una costante nei tuoi pensieri puoi star certo che la tua paura si realizzerà, allo stesso modo se mantieni uno stato d’animo positivo e se i tuoi pensieri sono rivolti a tutto ciò che di bello puoi trovare, sei sicura che il mondo risponderà con altrettanta bellezza. Provare per credere! 
Come fare allora per uscire da stai emotivi negativi e sintonizzarsi sulla realtà desiderata? La mia proposta ti potrà apparire strana ma ti garantisco che se la sperimenterai e applicherai con costanza nella tua vita potresti assistere a veri e propri miracoli. Tutto quel che devi fare è: impazzire! Sì, hai capito bene, ti sto proponendo un metodo sicuro ed efficace per ribaltare completamente il tuo mondo. Devi sapere che quando accade un evento spiacevole noi siamo abituati a “reagire” di conseguenza, arrabbiandoci, diventando tristi e così via, questo fa sì che a quell’evento spiacevole spesso ne seguano altri più o meno spiacevoli perché il mondo è il nostro specchio e se noi esprimiamo dolore, riceveremo dolore in riflesso. Prova a pensare se invece di insultare qualcuno che ti ha fatto un dispetto tu lo benedicessi oppure se invece di passare il tempo a piangere per un tradimento ti mettessi a ridere e subito dopo organizzassi una festa con gli amici…sembreresti e ti sentiresti pazzo, giusto? Beh…magari lo sembreresti ma in realtà rispondendo ad un evento negativo con un’emozione positiva tu ti sintonizzi istantaneamente su quella linea della realtà che farà nascere da quell’evento una reazione a catena positiva, non ti chiedo di credermi sulla parola ma di sperimentare in prima persona.  Certo, non è sempre facile, ma è molto divertente e appena prenderai dimestichezza con questa nuova attitudine…avrai molto da raccontarmi!

Come sempre puoi scrivermi per raccontarmi come questa pratica ha reso speciali le tue giornate.

Buon Viaggio!


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venerdì 17 luglio 2015

Trovare la propria strada

Molte persone mi scrivono chiedendomi se c’è un metodo, una tecnica, una chiave per aprire la comunicazione con la propria anima e comprendere quale sia la propria strada. In realtà, come diceva Don Juan: “Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c’è nessun affronto a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è qual che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura e dall’ambizione.
Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso una domanda, una soltanto: questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona, se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto, finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte, l’altra ti indebolisce.”


Vuoi davvero iniziare a percorrere una strada con un cuore? Chiediti in quale lavoro, in quale affetto, in quale passione la voce del tuo cuore è chiara, in base alla risposta, regola la tua vita, non hai che da ascoltare…l’universo non è muto! Quando percorri una strada che ha un cuore, ogni giorno è un’avventura, ogni attimo è buono per godere della vita, certo, potrà ancora capitarti ogni tanto, di non sentirti sicura, magari avrai bisogno di regalarti momenti magici e meravigliosi che riguardano te soltanto, ma quel di cui sarai certo, è che potrai ancora fare molti errori, ma mai e poi mai potrai dire di esserti sbagliata. 

Buon Viaggio!


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domenica 12 luglio 2015

La leggenda delle fate dell’acqua


Un’antica leggenda narra la storia di una bambina che conosceva il segreto per comunicare con le fate dell’acqua, attraverso questa conoscenza, la piccola riusciva a far sì che ogni suo desiderio si avverasse. La bambina si chiamava Iris e viveva in una piccola casa di campagna, in compagnia di sua nonna e di tre gatti. La piccola trascorreva i suoi giorni nei campi e ogni giorno si recava al fiume per lavare i propri panni insieme alla nonna e alle altre donne del villaggio. Un bel giorno d’estate la nonna chiese alla piccola Iris di andare al fiume da sola, la calda temperatura estiva era troppo alta per l’anziana signora, le causava capogiri e svenimenti e per la prima volta Iris, presa la cesta della biancheria sporca si avviò in direzione del fiume, accompagnata solamente dai tre gatti che la seguivano ovunque; quale fu la sua sorpresa nel vedere che quel giorno non c’era nessun’altra donna.
“Che strano, amici miei” disse ai suoi gatti “oggi non c’è nessuno, per la prima volta sono completamente sola…peccato, mi sarebbe piaciuto cantare un po’ con le altre donne” sospirò la piccola.


“Non sei sola, Iris, ci siamo qui noi a tenerti compagnia” disse una voce che proveniva…da dove proveniva? La bambina iniziò a guardarsi intorno spaventata, non c’era nessuno, chi aveva parlato?
“Amici miei, forse sono impazzita, giurerei di aver sentito una voce, ma non c’è nessuno qui” disse la piccola ai suoi gatti.
“Non sei impazzita Iris, siamo qui, nel fiume, guarda bene nell’acqua!”
Iris guardò nell’acqua e vide due bellissime fanciulle che nuotavano e ridevano sotto la superficie.
“State attente, uscite fuori, potreste annegare!” disse la bambina, preoccupata.
“Oh no, piccola, noi non possiamo uscire dall’acqua, l’aria ci ucciderebbe, siamo fate del fiume”.
“Fate? Non vi avevo mai viste prima…”
“Cara Iris, è molto raro che una fata si mostri ad un essere umano ma ti abbiamo vista qui sola e abbiamo deciso di tenerti compagnia” disse una delle fate, sorridendo.
“Grazie, se voi siete fate allora sapete come usare la magia, come fate a fare i vostri incantesimi nell’acqua?” chiese curiosa, Iris.
“E’ molto semplice piccola, l’acqua, tutta l’acqua è fatta di polvere magica, ci basta sussurrarle quel che desideriamo e lei esaudisce ogni nostro desiderio”
“Davvero? Allora, forse, potrebbe aiutare anche me questa vostra acqua!”
“Non è la nostra acqua, l’acqua è di tutti e tutta l’acqua è composta da polvere magica. Nessuno oltre noi fate conosce questo segreto, insegneremo a te come usare questa magia, non ti diremo di non rivelarlo perché sappiamo che gli esseri umani non credono al potere dell’acqua, quindi anche se tu regalassi loro questa conoscenza, non la userebbero”.
“Io la userò, ve lo prometto, e la insegnerò solo ai miei figli, che la insegneranno ai figli dei loro figli fino a che tutti gli esseri umani non saranno pronti”
“Va bene, dolce Iris, ci piace la tua idea. Ecco come dovrai fare: ogni mattina scriverai su di un piccolo pezzo di carta il tuo desiderio, prenderai un bicchiere di vetro e lo poserai sul foglietto, poi riempirai il bicchiere con acqua fresca, poserai le tue mani sul bicchiere e leggerai a voce alta quel che hai scritto, in modo che la polvere magica contenuta nell’acqua sia informata di quel che desideri e possa condurti a ottenerlo, in seguito berrai l'acqua. Continuerai con questa pratica ogni mattina fino a che il desiderio non si realizzerà e poi passerai ad un altro, ricorda però, che i desideri possono essere usati solo per il tuo benessere, la polvere magica dell’acqua non ha potere sulla volontà altrui”.
“Ho capito, grazie bellissime fate, vi sono infinitamente grata”.
“Di niente piccola, fai buon uso di quel che ti abbiamo insegnato e ricorda…difficilmente gli esseri umani ti crederanno” così dicendo le bellissime fate, svanirono nelle profondità del fiume e la piccola Iris, non le rivide mai più ma realizzò ogni suo desiderio, e così i suoi figli e i figli dei suoi figli…


Come sempre puoi scrivermi per dirmi come questo incantesimo ha reso speciali le tue giornate, buon viaggio!


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venerdì 10 luglio 2015

"La metà perfetta" di Claudio Marucchi

"La palude dell’innamoramento rischia di illudere i soggetti di essere fatti l’uno per l’altro, di aver trovato la “metà perfetta” e altre fantasie adatte alla mente del bambino. Spesso ci si dimentica che la metà perfetta è dentro ciascuno di noi. Le fiabe che narrano l’incontro con il principe azzurro o il risveglio della principessa da sposare, sono tutte simboliche della realizzazione interiore, del conseguimento dell’incontro con il proprio sé, l’unica metà con cui è possibile sposarsi. L’illusione di appartenersi per sempre si scontra con la realtà e con il divenire. E’ possibile, ma solo rimestando nel fango di limiti, confini, promesse, impegni, parole date e credute, controlli, appartenenze, appropriazioni, diritti e doveri. L’amore o è libertà o diventa qualcos’altro: burocrazia, diritto, economia, commercio, convenienza. 





Coltivare l’idea che lo status di coppia esclusiva si mantenga inalterato nel tempo va a detrimento della possibilità di evoluzione. La fine del processo di innamoramento e il ritorno “sulla terra” potrebbe coincidere con una delusione difficile da gestire. La proiezione della propria condizione nell’eternità è nutrimento per l’illusione suprema, che impedisce di fare i conti in modo leggero con l’eventualità del cambiamento. Conviene vivere i picchi dell’amore di coppia come fossero continue eccezioni ad una regola che ci si rifiuta di osservare, per evitare di dare per scontato ciò che si sta vivendo. Ciò fornisce linfa vitale alla gioia e rende luminoso il presente. Si deve conservare la possibilità di sciogliere il vincolo senza drammatizzazioni nel momento in cui l’amore di uno dei due cessasse. Il solo vincolo tra amanti è l’amore stesso. Non “finché morte non ci separi”, ma “finché amore non ci separi”! "

Claudio Marucchi - Erotismo e Spiritualità - Edizioni L'Età dell'Acquario

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