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giovedì 30 aprile 2015

"IL PIACERE E’ L’ESSENZA" di Claudio Marucchi

"Distinguendo i “bisogni” o gli “obblighi” dai “piaceri”, siamo soliti sentirci ripetere che ci muoviamo sulla base dei bisogni primari. “Prima il dovere, poi il piacere”, come fossero due mondi in conflitto. A nessuno viene in mente che il piacere possa essere un dovere? Non è assurda l’idea che il piacere stesso, a sua volta, sia un bisogno. Siamo abituati a pensare al piacere come un “di più”, un’eccedenza rispetto allo stretto necessario, un qualcosa che se c’è è un bene, ma potrebbe non esserci affatto (e la sua assenza ci consentirebbe di tirare avanti ugualmente). Ne deriva l’idea che il piacere possa essere superfluo. 

La religione ne approfitta e lo trasforma in “dannoso”, “pericoloso”. Su quest’idea si è fondata una falsa morale, distorta e malata, che tende a limitare il piacere o addirittura a demonizzarlo in quanto non essenziale, in quanto deviazione rispetto al necessario. Eppure il piacere è intrinseco alla vita, mentre il rifiuto o la lotta al piacere è un rifiuto ed una lotta alla vita stessa. Noi non mangiamo solo per la necessità di nutrirci per vivere, mangiamo soprattutto per il piacere di mangiare, infatti scegliamo di mangiare ciò che più ci piace e curiamo alcuni aspetti del piacere, persino estetico, legato al cibo e alla gratificazione che comporta. Allo stesso modo non ci vestiamo solo per coprirci dal freddo, ma anche per il gusto di indossare certi capi, con colori e fogge particolari; non facciamo l’amore solo per il bisogno naturale di riprodurci, ma per le sensazioni ed il piacere che l’eros offre a chi lo vive. La pulsione originaria a procreare viene soppiantata dal fascino che la dimensione erotica presenta, come gioco, come intrattenimento, come lussuria, piacevole in sé. Il piacere è altrettanto essenziale dei bisogni, è l’essenza di buona parte dei movimenti della volontà, il cuore di molti dei nostri inconsci orientamenti. Il piacere è un bisogno primario, è un dovere."

Di Claudio Marucchi


sabato 25 aprile 2015

Incantesimo per il perdono


“Tutto è Energia e questo è tutto quello che Esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella Realtà.
Non c’è un’altra via. Questa non è filosofia. Questa è Fisica”.
Albert Einstein

Il perdono è un argomento spesso controverso, perdonare chi? Cosa e soprattutto: come? Il rancore e la rabbia avvelenano molto più chi li prova che chi li riceve, ma analizziamo più da vicino il concetto di perdono. Il dizionario etimologico ci dice che la parola perdonare deriva dal  lat. mediev. perdonare, comp. di r rafforzativo e donāre ‘donare’ quindi per perdonare dobbiamo donare.


Quando qualcuno che amiamo ci ferisce, o quando veniamo “imbrogliati”  soffriamo fino a quando la sofferenza lascia il posto alla rabbia e coviamo dentro di noi rancori che ci consumano inquinando il nostro cuore e la nostra mente. Quel che è importante comprendere è che ciascuno di noi è una strega o un mago, lo siamo tutti, senza eccezione, la differenza tra gli uomini è semplicemente che alcuni sono consci di questa verità ed altri noi. Chi ne è conscio sa che tutto ciò che gli accade è da lui consapevolmente o inconsapevolmente creato, chi non è conscio dà la responsabilità degli accadimenti al mondo e si crogiola nel vittimismo e nella sofferenza. Come avviene questa creazione? Tramite il pensiero, l’immaginazione unita all’emozione crea e modella la nostra realtà, l’immaginazione perché passiamo moltissimo tempo a creare immagini mentali dei nostri futuri possibili o ricordando attimi passati vissuti con cariche emotive diverse, la carica emotiva determina la creazione: se alle immagini leghiamo un’emozione come la paura vedremo manifestarsi ciò che ci spaventa, se a queste immagini leghiamo la gioia o la gratitudine assisteremo e vivremo nuove gioie.  Ora facciamo un passo in più: se tutto quel che mi accade è frutto e manifestazione del mio modo di pensare e sentire di chi è la responsabilità quando soffro? Di chi è la responsabilità quando vengo imbrogliata? La responsabilità è mia, quindi a chi deve andare il mio perdono? A me, e come faccio a perdonarmi?

Riconoscendo che gli avvenimenti non potevano andare diversamente, per come pensavo in quel periodo, per come ero in quel periodo, per come vivevo quei giorni poteva solo accadere quel che è accaduto, coloro ai quali fino ad oggi ho delegato la responsabilità della mia felicità non hanno alcuna colpa, sono io in quanto strega o mago dimentico del mio potere che ho creato il dolore…forse ne avevo bisogno per conoscermi più nel profondo, forse il mio cuore desiderava vivere anche quell’esperienza. Queste sono risposte che solo tu puoi darti se per te è importante, ma quel che determina il perdono e comprendere che non poteva andare diversamente perché l’essere lavora incessantemente per la propria sopravvivenza sulla base delle informazioni che possiede. In quest’ottica anche la classica definizione di perdono perde il suo significato, non si tratta di perdonare ma di vedere chiaramente gli avvenimenti per quelli che sono e di ricordare il nostro potere creativo, scegliendo fin da ora su quali emozioni vibrare. Abbiamo detto che per perdonare bisogna dare, dare ai noi stessi quell’amore che porta alla comprensione, dare agli altri lo stesso amore perché anche gli altri hanno avuto paura, anche loro non ricordano di essere maghi, certo, come sempre, all’inizio è necessario uno sforzo ma come dico sempre, il percorso magico è un percorso di volontà: decidere di perdonarsi e di perdonare fino a quando ciò non avviene, andare avanti fino a quando non ci sentiamo liberi, decidendo l’intento e portandolo a compimento. Questa è magia, magia che funziona.
Buon Viaggio!


Incantesimo del perdono
Per la riuscita di questo incantesimo è necessario creare l’ambiente armonico ideale come spiegato nel post : http://vegagiorgiaroze.blogspot.it/2015/04/incantesimo-dellautenticita-2-parte.html
Una volta creato l’ambiente prendi un foglio di carta o il quaderno che hai usato per gli incantesimi precedenti e scrivi che cosa desideri perdonarti e perdonare. Ricorda lo fai per te stessa/o, perché vuoi vivere nella gioia e non nel rancore.
Una volta fatto l’elenco scegli un evento, persona o sensazione dalla lista, ripeterai la stessa procedura per tutto l’elenco nella medesima modalità.
Quando avrai scelto l’evento chiudi gli occhi e torna con la memoria a quell’istante, ricorda il tutto con il massimo dei dettagli che riesci a trovare: dov’eri? Cosa facevi? Chi c’era con te? Ricorda l’ambiente, gli oggetti, gli odori, i suoni fino a che non ricordi l’esatto momento in cui si è aperta in te la ferita, a questo punto riapri gli occhi e scrivi sul foglio quel preciso istante, scrivi esattamente quel che è avvenuto senza giustificazioni o giudizi. Se ad esempio hai ferito qualcuno che amavi con le tue parole riporta le esatte parole che hai pronunciato, metti l’attenzione sull’azione che hai commesso senza giustificarla es.: “Ho detto: papà ti odio” semplicemente questo, senza scrivere quel che tuo padre ti aveva detto prima o quel che ti ha risposto dopo, solo quel che hai fatto tu. C’è un motivo ben preciso per questa tecnica, la regola magica vuole che quando riusciamo a vedere le cose per quelle che realmente sono senza giudicarle o giustificarle la carica emotiva svanisce. Quando sei riuscita/o a vedere l’evento per quel che è accadrà qualcosa dentro di te, non posso anticipartelo perché devi sperimentarlo personalmente.

Successivamente per completare l’incantesimo dovrai agire per rimettere le cose a posto con te stesso/a. Nel caso tu abbia ferito tuo padre ad esempio potresti fare qualcosa per lui, qualcosa che ti permetta di sentire che hai rimediato al danno commesso, oppure potresti fare qualcosa che ti dia gioia ricorda, non cerchi il perdono di tuo padre, cerchi il tuo.  Seguendo la procedura contenuta nel post: http://vegagiorgiaroze.blogspot.it/2015/04/incantesimo-per-la-pace-mentale.html inserirai la parola perdono nei tuoi intenti giornalieri per 21 giorni.
Ricorda che perdonando non cambi il passato ma cambi il futuro!
Allenati ad osservare gli eventi della tua vita per quelli che sono, è un lavoro di attenzione e pazienza, ti ricordo ancora una volta che il lavoro magico non è per tutti ma i risultati di volontà e perseveranza portano manifestazioni straordinarie...con amore!

Come sempre puoi scrivermi per dirmi come questo incantesimo ha reso speciali le tue giornate. Grazie!



sabato 18 aprile 2015

Incantesimo per la pace mentale


La mente è una macchina perfetta che, se usata male, può creare moltissimi danni. Siamo abituati a sentire nella nostra testa migliaia di frasi ogni giorno: pensieri volanti, impressioni, giudizi, pareri, simulazioni di realtà possibili, ricordi passati e chi più ne ha più ne metta. Se stai già praticando da un po’ gli incantesimi precedenti, hai iniziato ad osservare i tuoi pensieri e le tue sensazioni, ti sarai reso conto della quantità di frasi senza senso che passano per la tua mente, e avrai già smesso di prenderne sul serio la maggior parte. In quanto esseri spirituali ci ritroviamo a vivere su questo pianeta in un corpo fatto di carne e ci scopriamo accompagnati da una mente che filtra e crea la nostra realtà e la nostra storia personale, non è facile per noi imparare a conoscere e dominare i corpi che ci accompagnano in questa meravigliosa esperienza. Ci sentiamo spesso in balia degli eventi, dimentichiamo la nostra divinità, la società che abbiamo creato non ci aiuta perché ci insegna che dobbiamo diventare qualcosa che non siamo fin dalla più tenera infanzia ma il gioco è proprio questo, realizzare il nostro potere creativo, usarlo coscientemente, per vivere questo momento pienamente. Sono sinceramente convinta che lo scopo dell’esistenza sia godersela, l’evoluzione e il cambiamento avvengono spontaneamente, siamo qui per giocare, sperimentare e scoprire la bellezza di una vita materica. Attraverso il corpo possiamo vivere sensazioni, attraverso la mente possiamo creare una nostra visione, attraverso le emozioni scopriamo nuovi mondi, siamo esseri spirituali, non dimenticarlo mai e questa vita è un gioco, viviamola come tale. Certamente è difficile divertirsi se siamo perseguitati dai pensieri di una mente che non abbiamo ancora imparato a dominare, l’incantesimo di oggi ti servirà quindi per iniziare a comprendere come funziona la tua mente e trovare un po’ di silenzio quando serve. 
Come sempre ti ricordo che il lavoro magico è frutto della volontà, è necessario impegnarsi e sforzarsi all’inizio ma i risultati di tale opera non tarderanno a manifestarsi nella tua vita quotidiana. 
Che sia dunque silenzio e musica…

Buon Viaggio!


Incantesimo per la pace mentale

Per prima cosa prendi un foglio di carta e scrivi in quale direzione vorresti che andassero i tuoi pensieri: amore, creatività, gratitudine, desideri…solo tu sai ciò che è bene per te, quindi ascolta il tuo cuore con sincerità e decidi 5 direzioni principali. 
E’ molto importante che questi pensieri non siano direzionati su altre persone ma esclusivamente su di te. Cercare di condizionare l’esistenza di altri non produce mai effetti positivi.
Una volta decise le direzioni, per esempio: amore, felicità, salute, gratitudine, gioia crea i pensieri corrispondenti. Es: gratitudine:
“Io scelgo gratitudine, io sono gratitudine, io merito gratitudine”




Segui la stessa procedura per le altre 4 direzioni. In seguito ripeti a voce alta o mentalmente queste frasi durante il giorno tutte le volte che te ne ricordi, più ricorderai, più sarà efficace, mantenendo le stesse frasi per 21 giorni consecutivi. 
Se pensi a quanto tempo dedichiamo a pensieri distruttivi incoscienti, immagina quanto spazio puoi dedicare a pensieri voluti e coscienti. Per il semplice fatto di intervenire coscientemente suoi tuoi pensieri godrai di una maggiore pace interiore, assisterai a cambiamenti nella tua vita e in coloro che ti circondano straordinari, facci caso, sii attenta e ricorda la magia si manifesta a chi ha occhi per vederla, ma se stai leggendo questo post, non è un caso, tu possiedi tali occhi.
La tecnica è liberamente ispirata a: "Io scelgo, io voglio, io sono" di Fabio Marchesi.


Come sempre puoi scrivermi per dirmi come questo incantesimo ha reso speciali le tue giornate, grazie!


mercoledì 15 aprile 2015

"Lo specchio quantico" di Alberto Lori

Un’antica tradizione orientale parla di tre specchi che compongono l’immagine riflessa di una persona: il primo è come vedi te stesso, il secondo è come ti vedono gli altri, il terzo è lo specchio quantico dov’è riflessa la verità, come sei veramente.  
Gnôthi sautón”: erano le parole scolpite sull’architrave del tempio di Apollo a Delfi. “Conosci te stesso”, questo perentorio invito ripetuto spesso da Socrate nei suoi discorsi indica con chiarezza quale missione spetta a ogni essere umano dal momento in cui si affaccia alla vita. 
Qualunque conoscenza dell’uomo, mediata o immediata, non può prescindere dalla presa di coscienza di come funziona la mente, di come essa conosce e riconosce le cose. Comprendere questi meccanismi mentali significa cominciare a liberarsi dei propri condizionamenti e pregiudizi culturali di una vita intera, vuol dire togliere il velo di polvere che ricopre lo specchio quantico e che ci impedisce di vedere la vera fisionomia della nostra essenza.
          
                                                 


Psicoquantistica

La psicoquantistica rappresenta il superamento interdisciplinare di materie come la psicologia, la filosofia, le neuroscienze, la biologia, la meccanica dei Quanti. Psico Quantum consente di accedere in modo semplice ma esaustivo alla conoscenza del funzionamento del cervello, di come questo straordinario apparato processa le informazioni e crea il nostro “Modello della realtà”, il sistema operativo che decide chi siamo e saremo, che esistenza conduciamo e condurremo, almeno fino a quando non decideremo di cambiare, non i programmi che fanno girare il sistema, ma addirittura il sistema stesso. Dobbiamo renderci consapevoli che la nostra realtà non è frutto di circostanze indipendenti da noi, anzi siamo proprio noi a crearne i presupposti e che, se vogliamo davvero creare per noi stessi un futuro che non sia prosecuzione del passato, è necessario riprendere in mano il timone della nostra vita, liberandoci dalla schiavitù dei blocchi psicologici ed emotivi. Non solo, dobbiamo compiere un passo in più: sviluppare una visione più ampia di quella che prende a fondamento la nostra materialità. Ciascuno di noi è un sistema complesso fatto di energia e informazioni, fluttuante in un universo in continuo mutamento, in grado non solo di connettersi alle infinite possibilità del campo quantico, ma persino di riequilibrare quelle informazioni vibrazionali e energetiche che le nostre percezioni dell'ambiente hanno alterato. Le più recenti ricerche nel campo dell'epigenetica e della biologia ci stanno conducendo verso una nuova concezione della malattia e della guarigione. Oggi, grazie all'attivazione del comportamento cellulare e all'utilizzo del nostro potere di cambiare le percezioni è possibile ottenere un processo di guarigione in modo spontaneo.
"Ci sono due modi per vivere la vita: uno sta nel non credere nei miracoli, l'altro nel ritenere ogni cosa un miracolo". L'ha detto
Einstein. Gli possiamo credere.


Alberto Lori sarà a Torino il 25 aprile 2015, con un seminario dal titolo: "Lo specchio quantico". Per maggiori informazioni scrivere a:
vegaro24@gmail.com


martedì 14 aprile 2015

Incantesimo dell’autenticità 2° parte (vivere i propri sogni)


Vivere i propri sogni è il desiderio cosciente di ciascuno di noi ma cos’è che fa sì che per alcuni questo desiderio diventi realtà e per altri no? In magia si dice che non esistono colori, non ci sono magie bianche, rosse o verdi ma magie che funzionano e magie che non funzionano, l’essenza dell’intento è determinata dal cuore dell’operatore, dalla sua purezza e dalla sua apertura. Il cuore è quindi il nucleo energetico, il motore che dà all’intento la forza necessaria ma i nostri pensieri e le nostre parole sono il veicolo attraverso il quale comunichiamo all’Esistenza i nostri sogni. In questa visione è chiaro che il lavoro magico è un lavoro a tempo pieno, creare un intento: “voglio essere felice” per un attimo e poi passare il resto della giornata a formulare pensieri distruttivi o “negativi” riguardo noi stessi, gli altri, il mondo non produrrà la felicità desiderata. Se hai praticato la prima parte dell’incantesimo dell’autenticità, ponendo attenzione alle tue sensazioni, ti sarai certamente accorta che non sempre il tuo essere vibra di gioia e piacere, e che spesso quando questo avviene non sai neanche spiegarne il perché. Dobbiamo sempre ricordare che siamo composti da una parte conscia e da una parte inconscia, mentre il conscio dorme, l’inconscio non dorme mai, è operativo 24h su 24 e lavora incessantemente, registrando suoni, sensazioni. Vivere in un ambiente ricco di suggestioni sonore dissonanti come quello delle nostre città non aiuta, per questo è necessario creare un proprio spazio armonico per ascoltarsi e respirare pace interiore. Ascoltare musica classica, non martoriare le proprie orecchie ed i propri occhi con zapping continuo tra radio e televisione è parte di un processo volto a ritrovare la propria autenticità. Ciascuno di noi, se è sincero con se stesso può facilmente comprendere cos’è che nelle proprie abitudini va modificato per non subire continue interferenze esterne anche quando ha tempo e modo di creare per sé un ambiente differente: per alcuni potrebbe essere la scelta di una musica diversa da ascoltare nei tragitti in automobile, per altri spegnere la televisione, per altri ancora cambiare la suoneria del proprio cellulare. Sperimentate, provate, cambiate e scoprite qual è l’ambiente ideale per voi. Spesso conoscerci davvero ci fa scoprire che c’è qualcosa dentro di noi che “SA” ciò che ci fa stare bene, essere felici e in armonia, dobbiamo solo fare lo sforzo di andare incontro a questo qualcosa e ascoltare quel che ci comunica.

Continuiamo in questo articolo l’incantesimo iniziato la settimana scorsa: http://vegagiorgiaroze.blogspot.it/2015/04/incantesimo-dellautenticita.html
Se non hai ancora praticato la prima parte dell’incantesimo per una settimana, dedicati prima a quello  poi prosegui con questa seconda parte.
Crea un ambiente armonico intorno a te con tutte le suggestioni che più ti piacciono: musiche o silenzio, profumi, piante etc., dedicati in questa settimana a rendere armonico ciò che ti circonda che sia in casa, in ufficio, e in tutti i luoghi in cui senti di poterlo fare. Una volta creato l’ambiente e sperimentata la pace interiore e l’armonia che provoca in te, focalizzati sull’intento di portare questa sensazione anche al di fuori degli ambienti preposti. Devi sapere che il cervello registra le sensazioni e tutte le suggestioni che sono abbinate alle sensazioni stesse, ad esempio se nel tuo ambiente armonico diffondi una determinata essenza, la tua mente la collegherà quel profumo alla sensazione di pace, portarla con te potrebbe esserti molto utile! Vedrai che il cambio di ambiente inizierà a dare forza ai tuoi sogni e sarà molto più semplice per te viverli.
Ricorda: conoscersi e intervenire sui propri stati interiori è magia pura, è operare consapevolmente in direzione della propria felicità in armonia con l’autentico intento del tuo cuore.
Buon Viaggio…




Come sempre puoi scrivermi per raccontarmi come questo incantesimo ha reso speciali le tue giornate. Grazie!


                                                                    

martedì 7 aprile 2015

Incantesimo dell’autenticità

Normalmente siamo talmente immersi nelle deviazioni delle nostre personalità, identificati con i ruoli che abbiamo nella società da non riuscire più a sentire la voce della nostra essenza autentica. E’ un fenomeno che ci crea un sacco di problemi: crediamo di desiderare qualcosa, diamo la nostra parola, facciamo un sacco di promesse, prendiamo impegni che entrano in conflitto tra loro perché qualcosa in noi cambia continuamente idea. 

Che cos’è questo qualcosa? O forse dovremmo dire chi è che ci porta da una parte all’altra come vela nella tempesta? La nostra mente non è qualcosa, ma qualcuno, anzi oserei dire che sono in molti a vivere nella nostra mente, tutti i nostri piccoli “io” si alternano parlando attraverso le nostre labbra e portando a spasso il nostro corpo. 
Credo che non sia difficile accorgersi di questo fenomeno: un esempio comune potrebbe essere quello dell’impegno, quante volte siamo certi di noi stessi e prendiamo un impegno con qualcuno? Poi col passare dei giorni e delle ore cominciano le voci nella testa: “non ho voglia di andare, magari rimando l’appuntamento, sono stanco” etc. e queste voci parlano continuamente, coinvolgendoci in ragionamenti che ci fanno perdere l’adesso portandoci lontani da noi. Quante volte diciamo: “non so neanche io quel che penso”, chiaramente una mente confusa porta a un’instabilità continua. Questo è comune alla maggior parte della popolazione mondiale, il che non significa che dobbiamo subire l’influenza di queste voci continue solo perché “le sentono tutti” chiamandole “pensiero”. 
Se ci pensate è difficile riuscire a comunicare con qualcuno quando la musica o i rumori di fondo sono molto alti, non riusciamo a sentire tutte le parole, i discorsi vengono spezzati, interrotti, a volte mal compresi. Allo stesso modo è difficile sentire le sensazioni e le emozioni che ci trasmette il nostro Essere se mentre cerchiamo di ascoltarlo la mente parla continuamente e noi le diamo corda pensando che quella radio mal sintonizzata sia il nostro pensiero.
Se in questi giorni state praticando l’incantesimo del post precedente: http://vegagiorgiaroze.blogspot.it/2015/04/incantesimo-della-creazione.html
vi sarete senz’altro accorti di quanti pensieri distruttivi si alternano durante le nostre giornate e di come modificando il nostro linguaggio possiamo modificare la nostra vita.

Oggi facciamo un passo in più, iniziamo a sentire quel che siamo in verità attimo per attimo, iniziamo a investigare e vivere la nostra autenticità, a percepire noi stessi e quel che ci circonda con il cuore vivendo le nostre sensazioni. 
La parola è composta da autòs (sé stesso) ed entòs (in, dentro) e quindi in senso più pregnante autentico può voler dire che autentico è ciò che si riferisce alla nostra vera interiorità, al di là di quello che vogliamo apparire o crediamo di essere
Mettiamo quindi l’attenzione sull’ascolto, e sottolineiamo che la nostra essenza autentica non è la “radiotesta” di turno, trattandosi di incantesimo partiamo come sempre con un’intenzione o affermazione, questa volta però non sarò io a fornirtela ma sarai tu a crearla, tenendo conto di quel che stai sperimentando tramite la modifica del tuo linguaggio. Se non hai ancora praticato l’incantesimo del post precedente, dedicati prima a quello e poi passa alla creazione di questo.
Creata l’intenzione, fai qualche bel respiro profondo e poi affermala a voce alta, ricorda che stai prendendo un impegno con te stessa, che sei perfetta così come sei e che questo è un gioco, un’esperienza per divertirti e conoscerti meglio, non puoi sbagliare perché qualsiasi cosa tu faccia è perfetta per te.
La seconda parte dell’incantesimo è una pratica, perché, come sai la magia è fare, un fare che è emanazione dell’essere, consiste nel dedicare cinque minuti al giorno all’ascolto delle tue sensazioni, le vibrazioni che senti nel corpo e annotarle su di un quaderno, semplicemente questo. Ricorda che le sensazioni non giungono a te sotto forma di parole quindi dovrai fare un piccolo sforzo per tradurle e descriverle. Nel prossimo post condividerò la terza parte della pratica ma è molto importante che questa settimana, tu faccia questo piccolo gioco magico senza distrarti con altro, ti stupirai di quel che sentirai dentro di te e della dolcezza che ha i suono della tu autenticità


Come sempre puoi scrivermi per raccontami come questo incantesimo ha reso speciali le tue giornate.

Buon Viaggio!



                                                                               

giovedì 2 aprile 2015

Incantesimo della Creazione

Imparare a parlare, comprendere la distinzione tra quel che è e quel che non è. Tutto quel che sappiamo di noi stessi molto spesso riguarda quel che ci raccontiamo, la verità è che tu sei il protagonista della tua storia e un personaggio secondario nella vita di coloro che ti circondano, non puoi conoscere davvero nessuno, sei privilegiato se in qualche modo conosci te stesso, la tua macchina, i viaggi della mente, le reazioni emotive dei tuoi corpi etc.                                                            
 Nel post precedente ho introdotto il concetto di “storia personale”, con questa definizione intendiamo tutto quel che ci raccontiamo su noi stessi e sugli altri attraverso il pensiero, i nostri pensieri sono fatti di immagini e parole, guardiamo queste immagini e le descriviamo senza sosta nella nostra testa. Vediamo immagini del passato, creiamo presenti alternativi, facciamo proiezioni del futuro, dialoghi, situazioni incontri, molto raramente utilizziamo il pensiero come mezzo per creare coscientemente o trovare soluzioni. Tutto quel che ci raccontiamo è la nostra storia, ma anche quel che ci raccontiamo sugli altri è la nostra storia, “la nostra storia degli altri” poiché davanti allo stesso evento ciascuno di noi racconterà una storia diversa, le storie possono essere simili tra loro ma mai uguali. Partendo da questa premessa fondamentale, possiamo facilmente renderci conto che “la storia personale”  è il nostro punto di vista filtrato e modellato da tutte le informazioni raccolte nel corso della nostra esistenza. Raccontiamo questa storia a noi stessi e la raccontiamo agli altri tramite le parole, possiamo quindi dire che le parole creano letteralmente la nostra realtà, per questo consiglio di scegliere sempre con cura i termini con i quali vi rivolgete a voi stessi e quelli con i quali vi aprite agli altri. Le parole che usiamo aprono scenari, evocano emozioni e ci permettono di comunicare con coloro che ci circondano, le parole sono quindi un’invenzione meravigliosa, ci permettono di creare la nostra vita in ogni attimo. La nostra vita è come un quadro e le parole sono i colori con i quali possiamo dipingerlo, se vogliamo creare un bel quadro useremo delle parole che ci piacciono, al contrario se diamo ascolto a tutte quelle voci mentali che dicono parole che ci danneggiano, che quadro avremo? 
Porre attenzione alle parole è una regola magica imprescindibile per la riuscita di quell’incantesimo meraviglioso chiamato vita. Usare la parola non per mentire a noi stessi, creare storie senza senso e danneggiarci ma farne tesoro per essere gentili con noi stessi, per descrivere la bellezza, la gioia dell’essere vivi. Prendersi cura del nostro linguaggio sia interiore che esteriore modifica di fatto la nostra realtà, determina la comunicazione con tutti coloro che ci circondano, per questo, se lo vogliamo, ci esprimeremo attraverso parole che affermano il nostro sentire profondo, tramite quella gentilezza innata che vive all'interno di ciascuno di noi, stabilendo una connessione tra mente e cuore.
Questa è magia pura.
 
 


                                            Incantesimo della Creazione

L’incantesimo che voglio consigliarti oggi si divide in tre parti, nella prima prendi un impegno con te stesso ad alta voce:
“In questo momento unico ed eterno, decido di usare la parola per creare e percepire la magia, e la bellezza che mi circondano.”

La seconda parte è una pratica, consiste nel mettere attenzione su quel che pensi e quel che dici, scrivendo su un foglio tutti i pensieri e frasi ricorrenti che pronunci che danneggiano te stesso e gli altri (ad es. "non sono capace", "non sono abbastanza" etc.), una volta fatto l’elenco modifica le parole che usi cambiando il loro significato e creando nuove frasi che mettano in evidenza la bellezza e la perfezione, la tua e quella di tutto quel che ti circonda compresi luoghi e persone.
La terza parte, anch’essa pratica richiede uno sforzo maggiore perché voglio che trovi il coraggio di scrivere un messaggio a 5 persone diverse, che sono importanti per te, nel quale dici loro quel che provi nei loro confronti facendo l’elenco di tutte le cose belle che riconosci nel loro carattere ringraziandole per essere nella tua vita.

Come sempre puoi scrivermi per raccontarmi come questo incantesimo ha reso speciali le tue giornate.


Buon Viaggio